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La prima volta che Cristo visitò la terra ha capovolto tutta la storia. Adesso noi e la creazione intera aspettiamo il suo ritorno.Tante domande ancora riempono la nostra mente: Possiamo essere sicuri che Cristo ritornerà? Dove sono i morti adesso? Come possiamo essere pronti? Quelli che non sono pronti avranno un'altra occasione? Chi attraverserà la tribolazione? Come sarà il Regno eterno? Con chiarezza profonda David Hubbard esamina le Sacre Scritture, ossia la Sacra Bibbia, per comprendere ciò che sta per avvenire, perché e che cosa significherà. Capitolo 1 La certezza della Seconda Venuta Per motivi che noi non possiamo comprendere, ci sono degli eventi storici che, come una corda, si avvolgono alla nostra mente per legarci ad essi. La guerra tra Francia e Inghilterra ha su di noi questo effetto. I suoi eroi sembrano elevarsi al di sopra degli eventi: Napoleone, Wellington, Nelson. Le battaglie furono delle pietre miliari nel cammino verso la libertà: Waterloo e Trafalgar. La nostra strada, come popolo inglese, sarebbe stata drasticamente mutata se i loro risultati fossero stati differenti. Gli inglesi vinsero e i segni di quella vittoria si ritrovano nei monumenti di quasi ogni città del Regno Unito. Per il resto di noi che parliamo inglese in diverse parti del mondo, la parola Waterloo è divenuta un simbolo di sconfitta, così come Napoleone, il più orgoglioso generale europeo, vedeva le sue armate e il suo impero eclissarsi. Anche voi avete dei ricordi particolari, memorie di eventi dei quali siete stati testimoni di persona o nello spirito. Una generazione tra voi ha marciato sulle sabbie delle coste francesi con le truppe di Eisenhower nel D-Day, in quelle file che volevano spazzare via dall'Europa il flagello nazista. Altri tra voi, potrebbero essere stati presenti al discorso inaugurale di John F. Kennedy, quando egli sfidò tutti gli americani a “chiedere non quello che la vostra nazione può fare per voi, ma quello che voi potete fare per la vostra nazione”. Altri di voi hanno esultato per la causa della giustizia e della pace, mentre marciavate con Martin Luther King, Jr., da Selma a Montgomery, o mentre osservavate Begin e Sadat abbracciarsi dopo la riunione di Camp David. Forse avete volato con Sally Ride e celebrato il suo contributo come la prima donna americana ad avventurarsi nello spazio. Eventi particolari, occasioni memorabili, affascinanti episodi della storia. Tutti questi hanno due cose in comune: hanno avuto luogo nel passato e sono avvenuti in un'epoca che possiamo segnare sul calendario. Ma essi differiscono in entrambi i casi dal più imponente evento della storia, il quale deve ancora avere luogo e di cui non se ne conosce l'ora. Per quelle due ragioni, infatti, siamo tentati di non considerarlo come un evento reale, legato alla storia; ma fare questo sarebbe sbagliato. La Seconda Venuta fu certamente preminente nei discorsi di Gesù, e intere parti del suo insegnamento sono dedicate ad essa. “Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento”. Queste parole di Gesù focalizzano tre domande. Primo: Come possiamo essere sicuri che Cristo ritornerà? L'evento sembra così estraneo e improbabile! Secondo: Come dovremmo reagire? Siamo tentati di rispondere, a volte, nel panico e altre volte con apatia. Che tipo di atteggiamento dovrebbe creare in noi la conoscenza del suo ritorno? Terzo: Come possiamo prepararci? È difficile poterlo fare, quando non possiamo prefissare l'evento; eppure il comandamento di Gesù è: “Vegliate!” Come poterlo realizzare è il nostro primario interesse di questo studio. LA SUA CERTEZZA La Seconda Venuta di Gesù è un evento storico. Il fatto è certo, sebbene sia sconosciuto il momento. Queste realtà sono difficili da afferrare. Possiamo avere ragionevolmente fiducia nei passati eventi della storia. Possiamo visitare il campo di battaglia di Waterloo, e camminare intorno al grande tumulo dove molti dei morti sono stati sepolti. Possiamo udire su un nastro l'accento del “New England” e l'inflessibile voce del Presidente Kennedy; possiamo osservare in registrazione alla televisione la riconciliazione tra Sadat e Begin. Ma la Seconda Venuta, la cui ora non possiamo sapere, ci sembra tutta un'altra questione. Come possiamo esserne sicuri? La Parola di Dio lo insegna: questa è la prima evidenza della sua certezza. Lo stesso Libro che ci racconta delle meraviglie della creazione di Dio, del miracolo dell'incarnazione di Cristo e dei misteri dello Spirito Santo, ci informa che Dio ha ancora un'altra grande opera da compiere. Possiamo avere fiducia nella Bibbia. Nel passato le sue predizioni si sono adempiute: pensiamo alla promessa della prima venuta di Gesù. La sua analisi della condizione umana, si è dimostrata vera; riflettiamo su quello che essa ci dice riguardo a noi stessi. La sua potenza nell'applicare le sue verità è stata dimostrata: pensiamo a come le nostre vite sono state trasformate da ciò che essa ci ha annunciato. Possiamo fidarci della Parola di Dio, perfino quando la Seconda Venuta di Cristo sembra incredibilmente lenta. Possiamo essere sicuri che Cristo ritornerà, per il fatto che il piano di Dio lo richiede, questa è la seconda evidenza. Gesù ci ha detto del piano di Dio nella preghiera che insegnò ai suoi discepoli: “Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo” (Matteo 6:10). Un solo sguardo alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla società e alle nostre vite ci dirà quanto questa preghiera sia ben lontana dall'essere realizzata. Non c'è il rimedio umano neanche in vista. Nessuna agenzia umana, né il nostro governo, né le Nazioni Unite o il movimento ecumenico e neanche le nostre chiese possono portare alla realizzazione di questa preghiera. Solo Dio è in grado di poterlo fare e le sue risorse finali saranno nella venuta di Cristo. Tutto quello che Dio si era prefisso nella prima creazione sarà portato a compimento dall'ultima e più grandiosa impresa della storia. Possiamo avere fiducia nel piano di Dio, anche se la venuta di Cristo sembra incredibilmente lontana, possiamo essere certi che Cristo ritornerà, perché la sua risurrezione lo garantisce. La predicazione dell'apostolo Paolo ai Greci di Atene deve essere riascoltata da tutti noi: “Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (Atti 17:30-31). Vi sembra che la venuta di Gesù sia incerta, rimandata, rallentata e quasi sul punto di essere cancellata? Allora date un'altra occhiata alla tomba vuota e lasciate che ogni giorno sia Pasqua. Cristo è risorto dalla morte! La potenza di Dio ha operato l'impossibile e il Cristo vivente è pronto, ancora una volta, ad irrompere nel cuore della storia. Possiamo avere fiducia nella risurrezione di Cristo, anche quando il dubbio e la morte sembrano addensare grandi ombre sulle promesse di Dio. La Parola di Dio, il suo piano per compiere la sua volontà sulla terra, la risurrezione vittoriosa di Gesù: tutto ci rassicura che la venuta di Cristo è almeno così certa, come lo fu la sconfitta di Napoleone. Adesso sta a noi decidere che posizione prendere di fronte all'evidenza di questo fatto. LA NOSTRA RISPOSTA Nessuna persona sensibile, che venga confrontata con la realtà del trionfante ritorno di Cristo, può sbadigliare o voltare pagina. Esso è l'apice di tutto quello che l'umanità ha cercato di raggiungere. È la meraviglia di migliaia di feste di Natale, di Pasqua e giorni del Ringraziamento, che si uniscono in un'unica, grande celebrazione. L'apatia è perciò incomprensibile. Ecco perché le parole di Cristo furono “State in guardia, vegliate”. Ma non deve essere il panico la migliore risposta all'apatia, perché la data di questo evento è nelle mani di Dio, e il corso della storia ne seguirà il passo. Noi non vendiamo i nostri beni per indossare delle tuniche bianche, come alcuni credenti hanno fatto. Non ci precipitiamo sulle cime dei monti ad attendere, come altri cristiani hanno fatto. E neanche ci avventuriamo in frenetici tentativi per stabilire una qualche data, come fanno alcuni del popolo di Dio. No, noi reagiamo con un senso di fiducia. Chi conosce il tempo? Né gli angeli nella loro elevazione, né il Figlio, nella sua umile dipendenza dal Padre. Chi conosce il tempo? Il Padre ne è a conoscenza, l'amorevole Padre al quale sta a cuore il nostro bene; il Padre Onnisciente, le cui decisioni sono sempre perfette e giuste; il Padre Onnipotente, i cui piani non possono fallire. Il corso del tempo è in buone mani. Possiamo, perciò, affrontare e controllare i nostri dubbi e le nostre ansietà. Dio ha fissato il giorno e nessuna forza, né in cielo e neanche nell'inferno, può modificarlo. E questo ci infonde sicurezza. Noi reagiamo, inoltre, con un senso di ridedicazione. Questo era il punto sul quale Gesù si soffermò con più insistenza: che il suo popolo fosse vigilante. La sua illustrazione è la seguente: “È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare. Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perché, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate” (Marco 13:34-37). Certo, la fiducia era una reazione possibile. Il Maestro stava per tornare. Loro avevano avuto la sua Parola. La vigilanza ne era un'altra cosa. Essi non sapevano quando sarebbe tornato. Così il loro servizio doveva essere svolto con più cura, proprio a motivo di quella incertezza. Essi dovevano essere diligenti quando il Maestro era a casa, ma lo dovevano essere altrettanto mentre egli era lontano. Egli sarebbe potuto tornare in qualsiasi momento e chiamarli a rendere conto del loro servizio. Il portinaio, specialmente, doveva stare all'erta. Il suo compito era quello di udire il richiamo del Maestro, aprire il cancello, curarsi del suo mantello, lavare i suoi piedi e risollevarlo dal peso del viaggio. Il suo era il privilegio del primo benvenuto; egli aveva la gioia di vedere per primo il suo Maestro. Inoltre, il portinaio aveva il compito di essere costantemente pronto. Cristo ha chiamato tutto il suo popolo a essere dei guardiani vigilanti e gioiosi. “Vegliate, dunque”. Il più grande avvenimento della storia è alle porte. LA NOSTRA PRONTEZZA “Quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate” (Marco 13:37). Con queste parole riassuntive, Gesù rese certo il fatto che nessuno di noi potrebbe eludere il suo comandamento. Dato che conosciamo la certezza di quell'ora, ma non il suo momento, la vigilanza e la prontezza devono essere il nostro compito. Che cosa implica l'essere pronti? Vigilanza, Gesù ordinò. Ma come?  Primo: dobbiamo stabilire la nostra relazione con il Padre. È al servitore del Padre che Gesù verrà con gioia e benedizioni e noi dobbiamo essere sicuri che apparteniamo a lui. Abbiamo noi riconosciuto di non poter vivere senza Dio? Abbiamo voltato le spalle al nostro egoismo e alla nostra arroganza? Abbiamo detto sì alla chiamata del Padre a tornare nella sua casa per essere parte della sua famiglia? La Seconda Venuta di Cristo è certa; l'ora no. Questa combinazione ci sprona a riporre la nostra fiducia in lui per ricevere la sua salvezza e la sua guida.  Secondo: dobbiamo avvertire i nostri cari sul destino della storia. Essi non possono imparare niente al riguardo, né dai libri di testo né dai mezzi di comunicazione. Le lezioni più importanti della storia non si trovano lì. La vigilanza del cristiano, include sempre il chiamare gli altri a vigilare con noi. Dio ha rivelato a noi i segreti del suo futuro, ma essi non devono essere tenuti nascosti: devono essere condivisi con quelli che ci sono vicini e trasmessi a tutti quelli che ci conoscono. Il Maestro sta per tornare nel mondo per il quale egli morì. Questo messaggio è il più significativo annuncio della storia dell'umanità.  Terzo: dobbiamo seguire la nostra chiamata con entusiasmo, perché anche questo è parte del comando di vigilare. I servitori sono all'opera e Gesù ha detto: “a ciascuno il suo compito”. Ognuno di noi sa bene quali sono le implicazioni di questa chiamata. Potrebbe essere il curarsi di un nostro caro che è anziano o l'educare i nostri figli affinché amino il Signore; oppure essere un eccellente carpentiere, oppure tradurre la Bibbia in una lingua tribale, oppure portare della gioia a un vicino nella solitudine. Dobbiamo compiere ciò per cui siamo stati chiamati con un profondo senso di urgenza. Il Maestro è sulla strada del ritorno. Egli sta aspettando di poter premiare la nostra fedeltà. La sicurezza del ritorno di Cristo ha un effetto purificante sul suo popolo: “E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro” (1 Giovanni 3:3). Che cosa è necessario mettere in ordine nella nostra vita, mentre vigiliamo per questo grande evento? Forse un conto da saldare? Una scusa da restituire? Una parola di testimonianza cristiana da dire? Una relazione rotta da rinsaldare? Non dobbiamo tralasciare niente. Cristo è sulla strada del ritorno ed egli vuole che il suo popolo sia pronto. La storia si sta dirigendo verso questo giorno. Le più grandi vittorie devono ancora essere conquistate. A loro confronto Waterloo, Trafalgar, il D-Day e Camp David sembrano dei giochi da bambini. Il futuro è la nostra àncora e speranza. Non ne conosciamo il quando, ma ne conosciamo il perché. E il giorno appartiene al Padre ed egli lo conosce. E noi siamo consapevoli di questo. Non abbiamo bisogno di altro. Ora possiamo dedicarci alla nostra vigilanza. “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. Incoraggiatevi dunque gli uni gli altri con queste parole”. (1 Tessalonicesi 4:13-18)

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