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25 luglio 2010 7 25 /07 /luglio /2010 23:40

Gesù Cristo disse: «…Ampia è la strada che

porta alla distruzione e... stretta è la via che

conduce alla vita, e solo pochi la trovano»

(Matteo 7:13-14). Con queste parole Gesù afferma

chiaramente che l’essere umano non possiede

ancora una vita o anima immortale, ma deve percorre

una certa via per poter trovare l’immortalità.

Una via che solo pochi sono disposti a percorrere.

La maggiorparte delle popolazioni preferisce camminare

nella strada larga, vivendo cioè uno stile di

vita basato sulla superstizione, sull’indifferenza,

sull’egoismo o sulla trasgressione; una strada larga

che conduce alla morte, l’opposto della vita eterna.

Gesù altresì disse: «Io sono la via, la verità, la

vita» (Giovanni 14:6). Questa è un’altra affermazione

di Gesù, che non dà spazio a coloro che credono

erroneamente di poter ereditare la vita eterna

attraverso altri personaggi o attraverso insegnamenti

diversi da quelli dati da Dio nella Sacra

Bibbia. Gesù Cristo è la «porta stretta», l’unica,

attraverso la quale l’umanità potrà arrivare a Dio e

alla vita eterna. Nel libro degli Atti degli Apostoli

è rivelato che «[Gesù Cristo] è la pietra angolare

(cap.4, vv. 11-12).

Contraddicendo questo chiaro insegnamento,

l’umanità è stata istruita fin dalla sua tenera infanzia

a credere che tutti i morti, buoni o cattivi,

hanno già la vita eterna, in qualche parte paradisiaca

o infernale del Creato. L’accettazione di questa

idea, tanto confortante quanto illusoria, ha prodotto

il dubbio universale che in fondo l’umanità può

fare a meno di un «Salvatore» di nome Gesù

Cristo. Infatti, se la coscienza d’ogni uomo è già

immortale, alcune religioni fanno concludere che i

peccatori non hanno bisogno di essere salvati dalla

morte, «perché continuano a vivere in cielo, anche

se lontani da Dio». Questo falso insegnamento, in

Occidente soffocato dal materialismo, produce

fanatismi come i Kamikaze.

In assenza di prove concrete della presunta

continuazione della vita dopo la morte, il mondo in

genere spera di carpire i segreti della genetica

umana e trovare le chiavi dell’immortalità per

mezzo delle sue scienze fisiche, anziché seguire

l’unico stile di vita che conduce realmente alla vita

eterna: la risurrezione da morte per intervento divino!

Il problema è che l’uomo ricerca l’immortalità

senza riguardi al proprio modo di vivere. L’uomo

si concentra a curare gli effetti negativi del suo

stile di vita, senza cercare di eliminarne le cause.

Anzi, spesso le promuove.

Inoltre, a creare ulteriore confusione ed illusione

sul tema della vita eterna è la filosofia secondo

la quale l’uomo può camminare la via di Dio solo

a livello mentale e che deve rassegnarsi a camminare

la strada larga, indulgendo fisicamente nel

peccato. Secondo questa filosofia, Dio ha dato

all’uomo dei comandamenti impossibili da rispettare

nella vita di tutti i giorni; perciò l’uomo sarebbe

già salvato solo per la sua fede in Cristo.

Secondo questo assurdo insegnamento, «noi

non possiamo né siamo tenuti a fare nulla per essere

salvati, perché Gesù Cristo ha già fatto tutto al

posto nostro. Occorre solo limitarsi a credere in

Gesù Cristo come nostro Salvatore personale...»

Se questo insegnamento fosse una verità divina,

non ci sarebbe nulla da ridere. Il problema è che

questo insegnamento è errato ed ha portato milioni

di presunti credenti a trasgredire, o ad abolire

impavidamente, uno o più comandamenti di Dio,

volgendo così la grazia di Dio in licenza di peccare!

Ma che cosa significa credere in Gesù Cristo?

Limitarsi a conoscere e lodare il Suo nome oppure

sopra ogni cosa accettare e sforzarsi di osservare

tutti i Suoi comandamenti?

L’insegnamento di Gesù è chiaro:

«Non chiunque mi

prega, chiamandomi

Signor! Signore !,

entrerà nel regno

dei cieli [o nella

vita eterna], ma

solo chi f a l a

volontà del

Padre mio che è

nei cieli» (Matteo

7:21).

« L’uomo non

vivrà di solo pane, ma di

ogni parola che esce dalla

bocca di Dio» (Matteo 4:4).

Gesù dice chiaramente che

i Suoi veri discepoli non si

limitano ad una fede inoperosa

o morta, ma fanno la volontà di

Dio Padre! Per entrare nella

«vita eterna» dobbiamo f a re

«la volontà di Dio», ovvero ciò

che Dio ci comanda!

Tutti hanno sempre desiderato

di poter vivere per sempre

in un regno perfetto dove esistono benessere e felicità

universali. I governi umani, sia religiosi sia

atei, si prefiggono tale scopo, ma si sono fatti ciascuno

una loro concezione di come realizzare quel

regno perfetto; perciò esistono diverse ideologie

politiche e religiose contrastanti e in lotta fra loro.

Tutte conducenti al peccato e quindi alla morte

(Romani 6:23). Il peccato non è definibile dall’uomo,

ma da Dio. E’ scritto che «il peccato è la violazione

della legge [volontà] di Dio» (I Giovanni

3:4). Questo mondo pratica religioni, politiche,

spiritualità e filosofie di vita che resistono o si

oppongono alla volontà di Dio; perciò in esso

regnano sofferenze e morte.

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